Provvisori di stampa per edizioni universitarie.
Un volume credibile da mettere sul tavolo della commissione accademica: note allineate ai canoni delle pubblicazioni scientifiche, sommari di capitolo, indici analitici.
Anche in pochi giorni, da una bozza solo testo.
Non sostituiamo Giuffrè, Astrolabio o l’editore di settore. Realizziamo il provvisorio di stampa: il volume con cui il candidato si presenta in commissione e può dire, con verità, che il libro sta per uscire.
Una monografia accademica non è un file rilegato. Ha una gerarchia (capitolo, sezione, paragrafo, sotto-paragrafo), un sommario all’inizio di ogni capitolo, note trattate come testo e non come scarto, un indice dei nomi e un indice analitico. È questo che una commissione riconosce come pubblicazione scientifica. Un manoscritto ripulito non basta.

Non sostituiamo l’editore. Facciamo il volume che si può già presentare
I candidati a un ruolo universitario, a un dottorato, a un concorso per titoli, a un’abilitazione, arrivano spesso con il testo pronto e l’accordo — o l’intesa — con un editore noto nel loro campo. Manca il libro fisico. L’editore di settore ha i suoi tempi. Il bando no.
Il nostro lavoro sta in mezzo: impaginare, uniformare, stampare un provvisorio credibile. Stesse proporzioni, stessa collana, stesso trattamento delle note che avrà l’edizione definitiva. Non una «bozza per vedere come viene». Un oggetto da mettere sul tavolo.
Note, non «note messe in piccolo»
In Italia la forma delle note scientifiche ha una struttura. La citazione di un’opera dev’essere scansionata in una successione prefissata dei campi e con gli opportuni stili grafici. Non è gusto grafico. È norma e questo aspetto non viene gestito né dai tipografi, né dai grafici. Noi lo trattiamo, ci assicuriamo che la citazione delle opere abbia la forma corretta e o prescelta dall’Autore e la uniformiamo.
Succede che una nota sia in tedesco e occupi due pagine. Succede che il corso del testo e l’apparato si inseguano per tutta la doppia. Se la nota si spezza male, se il richiamo non torna, se lo stile cambia da un capitolo all’altro, il volume smette di essere una monografia e torna a essere un dattiloscritto.

Quattro livelli, sommari, indici
Capitolo, sezione di capitolo, paragrafo, sotto-paragrafo. Poi il sommario in testa al capitolo — l’abstract numerato che in ambito monografico, accademico e scientifico, è già un pezzo del ragionamento. Poi l’indice dei nomi e l’indice analitico.


Queste parti non si «generano» da un modello. Si costruiscono sul testo che arriva: a volte pulito, a volte da una bozza solo testo — un Word senza stili, senza gerarchia, a volte senza nemmeno i corsivi al posto giusto. Il lavoro è uniformare senza appiattire l’opera.
I tempi del concorso
Quando esce il bando, i tempi non sono quelli delle strutture produttive poco flessibili. Abbiamo avuto saggisti che si sono presentati tre giorni prima della scadenza, con una bozza solo testo. In questi casi il mestiere non è «progettare con calma». È sapere già come si tiene in piedi una monografia: gerarchia, note, sommari, frontespizio, collana.
Non è un servizio di stampa urgente. È un laboratorio che ha già fatto questi volumi e riconosce, a prima lettura, dove il testo regge e dove la pagina cede.
Un oggetto che la commissione riconosce come libro
Pubblicare una monografia, significa avere un libro con ISBN e una collocazione editoriale. L’ISBN e il marchio li mette l’editore di settore. Noi facciamo in modo che, il giorno della commissione, il candidato non si presenti con una tesina rilegata.
Se avete il testo e una scadenza, e vi serve un volume che stia in piedi come pubblicazione — note comprese — è il punto da cui partiamo. Guardiamo il materiale e ci vediamo un libro. Poi lo facciamo.
