Far rivivere un testo antico

Edizioni che richiedono grande cura realizzativa: scansione, trascrizione, traduzione e impaginazione. Una grazia grafica capace di evocare la preziosità originaria di documenti e fondi di biblioteca.

Operazioni di questo tipo non sono neutre. Impongono scelte filologiche, letterarie e tipografiche delicate. Ma proprio in questo sta il valore del lavoro editoriale: non solo salvare un testo dall’oblio o dalla riservatezza delle biblioteche, ma restituirlo al discorso culturale del presente.

È un lavoro di mediazione e di rispetto. E quando è fatto bene, il risultato non è una semplice ristampa, ma un oggetto nuovo che porta con sé la profondità del tempo. Questo è il vero significato di fare l’anastatica.

1. Stemmi dei vescovi di Lodi - edizione speciale con finiture di pregio e oro a caldo per fare l’anastatica
2. Sermon Divin di Barsagapè - edizione anastatica su carte di pregio con oro a caldo

Stemmi dei vescovi di Lodi

Tecnica applique: fotografie in quadricromia stampate su patinata lucida e applicate su carta spessorata. Edizione in monocromia con testi e temi grafici, cartonata e con plancia in oro a caldo.

Sermon Divin di Barsagapè

Edizione anastatica su carte di pregio, con impaginazione artistica, traslitterazione, interni a colori e oro a caldo in copertina.

3. La Consegna della Cosa del Prof. Dal Martello - riedizione monografia civilistica Giuffrè
4. Antichi menù lombardi - impaginazione artistica per riedizione di testi antichi

La Consegna della Cosa del Prof. Dal Martello

Riedizione della celebrata monografia civilistica, realizzata per Giuffrè Editore.

Antichi menù lombardi

Incastonati in un’impaginazione artistica e in una cover studiata per restituire il piacere materico della cartotecnica tipica di questi inviti al matrimonio tra bellezza e sapore.


Quando il tempo ha già fatto il lavoro più difficile

In questi progetti l’editore, in un certo senso, vince facile. Si lavora su oggetti che la patina del tempo ha già impreziosito. Spesso si tratta di veri capolavori della miniatura, della calligrafia o dell’artigianato librario. Altre volte sono i contenuti ad aver conquistato un posto nella storia del pensiero, della letteratura o del diritto. In entrambi i casi si parte da qualcosa che possiede già una sua forza e una sua dignità.

Il compito non è inventare dal nulla, ma rendere possibile la fruizione di questi libri antichi al di fuori delle sale di consultazione. Significa curarne la confezione in modo da non disperdere il pregio originario e, allo stesso tempo, creare un ponte culturale con il lettore di oggi. È proprio questo il senso di fare l’anastatica.

Fare l’anastatica: Restituire senza impoverire

Il rischio maggiore, quando si ripropone un testo antico, è quello di snaturarlo. Una riproduzione frettolosa o una veste tipografica banale possono far perdere proprio ciò che rendeva speciale l’originale: la preziosità dei materiali, la cura del dettaglio, il senso di oggetto raro.

Per questo ogni scelta – dalla carta alla stampa, dalle finiture all’impaginazione – deve essere funzionale a preservare e, dove possibile, a valorizzare quella preziosità. L’edizione contemporanea non deve competere con l’originale, ma accompagnarla e renderla accessibile senza banalizzarla.

Un ponte tra i secoli

A volte il lavoro va oltre la semplice riproduzione anastatica. È il caso, ad esempio, dell’edizione di un testo della mistica Margherita Porete, bruciata sul rogo agli inizi del XIV secolo in Francia. Invece di limitarci a una traslitterazione diplomatica, si è scelto di proporre a fronte una vulgata del testo capace di mantenere gli stilemi e il respiro dell’autrice, rendendolo leggibile a un pubblico contemporaneo senza tradirne la voce.

Operazioni di questo tipo non sono neutre. Impongono scelte filologiche, letterarie e tipografiche delicate. Ma proprio in questo sta il valore del lavoro editoriale: non solo salvare un testo dall’oblio o dalla riservatezza delle biblioteche, ma restituirlo al discorso culturale del presente.

Far vivere di nuovo

Rifare un libro antico significa, in fondo, decidere che quel testo o quel documento merita ancora di circolare, di essere sfogliato, studiato, ammirato. Significa credere che la bellezza e il pensiero del passato possano continuare a parlare, se solo si ha la cura di preparare per loro una dimora libraria degna.
È un lavoro di mediazione e di rispetto. E quando è fatto bene, il risultato non è una semplice ristampa, ma un oggetto nuovo che porta con sé la profondità del tempo. Questo è il vero significato di fare l’anastatica.