Imparare dal passato

Racconti testuali e fotografici della storia collettiva per stabilire i fatti una volta per tutte, quando sono di monito per il presente. Volumi che custodiscono saperi importanti per l’oggi.

Non sempre i libri più importanti sono quelli vestiti a festa. Anzi. Spesso i volumi che lasciano un segno vero sono quelli più sobri, nati per articolare un ragionamento e usare i documenti per mettere in luce una realtà di cui non si può più non tener conto. Sono i libri che non si limitano a documentare, ma aiutano a imparare dal passato.

Questi sono i libri che contano davvero, perché restituiscono alle comunità strumenti per conoscere se stesse e riconciliarsi, imparando davvero dal passato.

Pagine interne del libro Eppur bisogna andar con fotografie storiche e racconto documentale

Libro in bianco e nero su carta patinata, rilegato con alette. Nato da un progetto finanziato dalla Comunità Europea e pensato da un comune dell’Appennino emiliano. A far premio sono i contenuti, il grande valore documentale delle immagini e la forza del racconto.

Gente di Campora - brossura di grande formato con fotografie per documentare la storia collettiva
Opuscoli editi dal comune di Neviano Arduini

Gente di Campora
Brossura di grande formato che valorizza le fotografie e la consultabilità nel tempo. Il formato più largo riduce l’incunearsi delle immagini nella costa e limita lo stress sull’incollaggio, realizzato con fresatura e colle PUR di nuova generazione.

Opuscoli per Enti Territoriali e Scuole
Agili opuscoli divulgativi, legati a costa o con punto metallico. Economici e stampabili senza vincoli di tiratura minima grazie alla stampa digitale.


I libri che contano davvero

Non sempre i libri più importanti sono quelli vestiti a festa. Anzi. Spesso i volumi che lasciano un segno vero sono quelli più sobri, nati per articolare un ragionamento e usare i documenti per mettere in luce una realtà di cui non si può più non tener conto. Sono i libri che non si limitano a documentare, ma aiutano a imparare dal passato.

In questi casi l’editore non è solo un produttore di oggetti belli. Diventa qualcuno che mette a disposizione strumenti per leggere il presente alla luce del passato, e per farlo con onestà.

Due migrazioni, una sola umanità

Il volume nato dal progetto europeo affrontava un tema ancora oggi delicato: il rapporto tra gli italiani di oggi e i migranti in arrivo. Un rapporto spesso segnato da dimenticanza. Si scorda che nell’Ottocento e nel Novecento gli italiani diedero vita a una diaspora pervasiva in molti paesi e continenti. Si dimentica che centinaia di migliaia di italiani in miseria partirono per costituire forza lavoro nei paesi più industrialmente avanzati.

La magrezza dei migranti italiani di ieri è la stessa di quella degli albanesi arrivati negli anni Ottanta e Novanta. Stessa urgenza, stessa speranza, stessa necessità di costruire una coesione sociale possibile. Il libro mette uno di fronte all’altro i racconti di chi arriva oggi e di chi è partito ieri, costringendo il lettore a riconoscere una continuità umana che la cronaca tende a cancellare.

Quando un libro chiude un contenzioso

Altrettanto importante è stato il lavoro dedicato alla comunità di un paese dell’Appennino. Quando arrivammo da Milano per stabilirci, in quel territorio si litigava ancora come se la Seconda Guerra mondiale fosse finita da quindici giorni. Le versioni sugli accaduti erano diametralmente opposte: sui partigiani, sui rastrellamenti, sui crimini. Le ferite restavano aperte e riprendevano periodicamente a sanguinare.

Poi abbiamo pubblicato i diari di un signore che non era né partigiano né fazioso. Il suo unico scopo, in quegli anni, era stato cercare di non partire per la guerra. Il suo racconto, concreto e ricco di particolari della vita quotidiana negli anni Quaranta, ha messo nero su bianco cosa accadde e per responsabilità di chi.

Da quel momento i mestatori hanno smesso di fomentare dicerie. Il capitolo della Resistenza e del fascismo, in quel pezzo di Appennino, si è chiuso. La gente non litiga più su quelle vicende.

Restituire la storia a tutti

L’editore ha fatto la sua parte fino in fondo. Nel lato interno della copertina è stata riprodotta la mappa in scala militare del territorio, con la segnalazione dei punti sui monti dove i partigiani avevano i propri rifugi. I diari sono stati corredati da un indice analitico, nome per nome, di tutti i personaggi e degli oggetti perduti.

Ognuno ha trovato menzionato un proprio parente. Quella non era più la storia di una parte. Era diventata la storia di tutti.
Questi sono i libri che contano davvero. Non perché siano i più lussuosi, ma perché restituiscono alle comunità strumenti per conoscersi meglio e, a volte, per riconciliarsi con la propria storia, imparando davvero dal passato.