L’Argilla e lo Spirito

Questa è la prima autobiografia che ho scritto, ormai venticinque anni fa.
Il cliente era un sacerdote di grande personalità: un innovatore dei primi anni Settanta che mal si era adattato allo spegnersi di quella prospettiva riformatrice della Chiesa. Poco disciplinato, imprenditore nato, teneva però compatta la comunità e i giovani attorno alla parrocchia, in anni di laicismo che avanzava.

Per fare un esempio: riusciva a dire messa in meno di venti minuti e, per partecipare alla sua funzione, affluivano dai comuni limitrofi, fin da Sant’Angelo Lodigiano. Con lui fiorivano l’oratorio, la canonica, il campo sportivo. Insomma, la sua aureola era davvero dorata.

Un caro saluto a Don Angelo, che ormai non è più tra noi.

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La trama

Negli anni Settanta gli abitanti di Caselle Lurani e di Calvenzano erano fieri di potersi dichiarare gente tranquilla, del tutto diversa da quella di città. Non avevano grilli per la testa. Casa, lavoro, disciplina ferrea. I ragazzi versavano i guadagni alla famiglia finché vivevano con i genitori, e le nuove mode non potevano essere più lontane. Tranquillità, i campi, l’ufficio dei pendolari: si poteva star certi che certe stranezze qui non avrebbero attecchito.

Gabanei e Beccamort, gli abitanti dei due piccoli paesi lodigiani, avevano tutta la quiete che si potesse desiderare, quando arrivò il nuovo giovane parroco di Calvenzano. Era il 1976. Don Angelo Sesini era uno spilungone, gli occhi celesti e l’aria inconfondibilmente sospetta di chi ha in serbo idee moderne.

Non lo si crederebbe. Eppure, nella pianura, tra gente diffidente e dedita a lavorare duramente, due paesi piccoli sarebbero presto giunti a farsi forti del proprio spirito di accoglienza. Stava per abbattersi un turbine sulle trecento anime di Calvenzano e sulle ottocento che allora vivevano a Caselle Lurani.

La storia de L’Argilla e lo Spirito ha molti protagonisti: il Sindaco, il Vescovo, il Cardinale, i volontari, gli assessori, la gente e alcuni misteriosi visitatori. Ma soprattutto il signor Prevosto, Don Angelo Giuseppe Sesini.

L’autrice

A cura di Monica Montanari. Giornalista professionista, pubblicista dal 1988, iscritta all’Albo di Milano dal 1993. Ha collaborato con quotidiani nazionali ed è stata redattrice in video e in voce per TG di testate nazionali. Editore dal 1997, scrive biografie su commissione. Questa è la prima autobiografia che le fu chiesta: un parroco lodigiano, due paesi, gli anni in cui la Chiesa del post-concilio si raffreddava e lui no.

I dettagli

  • Titolo: L’Argilla e lo Spirito
  • A cura di: Monica Montanari
  • Genere: autobiografia / storia locale lodigiana
  • Formato originale: circa 14 × 20 cm – 237 pp.
  • Rilegatura originale: volume cucito
  • Copertina: quadricromia plastificata, con alette; riproduzione di un quadro di Mosè Bianchi (due chierichetti inseguiti dalle oche in un’aia)
  • ISBN: assente (edizione parrocchiale, senza prezzo di copertina)
  • Distribuzione originaria: tutte le copie ritirate dalla parrocchia e donate ai fedeli
  • Disponibilità oggi: copia digitale e/o cartacea in brossura su richiesta, dietro piccolo rimborso spese, subordinata al recupero degli impianti d’archivio

Contiene uno spaccato di storia locale. Cultori, scuole o biblioteche che volessero consultarlo o dotarsene possono scrivere o telefonare. Se le ricerche d’archivio sugli impianti daranno buon frutto, saremo lieti di fornire una copia.